Aggiunto il 08/02/10
La paternità è una delle gioie più grandi nella vita di un uomo. Questa gioia potrebbe essere messa in pericolo per chi è un accanito fumatore. È ciò che sostengono gli studi condotti dall’Università di Catania (coordinata dal dott. Aldo Calogero) e dall’Università di Siena, si è infatti evidenziato che "la qualità dello sperma, e parallelamente la fertilità maschile, possono risentire notevolmente del vizio del fumo".
A sostegno di tali affermazioni si aggiungono anche i ricercatori dell’Universidad Nacional di Cordoba, i quali ravvedono non solo nel fumo, ma anche nell’obesità i fattori allarmanti che conducono spesso all’infertilità.
I risultati della ricerca
Durante le fasi di ricerca dell’Università di Catania e Siena, sono stati selezionati soggetti sani, non fumatori e con parametri del tutto nella norma del liquido seminale. Gli spermatozoi con buona motilità e morfologia sono stati isolati ed esposti a dosi crescenti di condensato di nicotina. Ne è risultato che le sostanze contenute nel fumo della sigarette (dunque nella nicotina che è soggetta a combustione) bloccano la motilità degli spermatozoi sino a ridurli completamente immobili e dunque inefficaci per la fecondazione e la futura paternità.
Le conseguenze del fumo
Dunque, se il fumo ha conseguenze deleterie sullo sperma, il pericolo di infertilità aumenta di gran lunga, specie in quei soggetti che fumano più di dieci sigarette al giorno. Che la paternità dei fumatori sia a rischio è oramai un dato appurato. Ma il problema non investe unicamente il sesso maschile, poiché le donne fumatrici presentano tassi di infertilità molto più alti e tendono ad avere tempi più lenti di concepimento.
Il fumo, inoltre, ha conseguenze propriamente negative anche sull’andamento della gravidanza e sul benessere del feto e del neonato. Purtroppo benché la correlazione tra nicotina e infertilità sia indubitabile, valutarne l’importanza in senso “assoluto” è quasi impossibile. Concorrono, infatti, all’infertilità maschile e femminile anche lo stile di vita e le abitudini alimentari (stress, cattiva igiene e obesità tra le maggiori concause).
Il consiglio dei medici: “Smettere di fumare”
Come sostenuto da innumerevoli medici, prevenire o ridurre il pericolo di infertilità ove le concause siano fumo, alcol o obesità , può essere del tutto “reversibile”: “smettere di fumare riporta la fertilità, se non dovuta ad altre cause più gravi, a livelli del tutto normali”. Inoltre, le coppie che già riscontrano problemi di infertilità devono sapere che fumare riduce la possibilità di successo delle pratiche di procreazione medicalmente assistita.
Alla luce dei recenti studi, smettere di fumare appare come la decisione più giusta che si possa prendere. È anche vero che per un “fumatore cronico” smettere di fumare, o per lo meno ridurre le quantità di nicotina giornaliera, può rivelarsi estremamente difficoltoso. Attualmente, però, si dispone di una vasta quantità di soluzioni, testate ed efficaci, le quali facilitano il distacco dalla sigaretta. Sono gli stessi medici che consigliano una buona dose di volontà, terapie farmacologiche (accertate ed originali) o rimedi naturali come terapia di supporto.
I rimedi per smettere di fumare
La prima difficoltà che un fumatore deve affrontare è mantenere la decisione di smettere di fumare. Ci vuole forza di volontà poiché, senza di essa, ogni metodo rischia di essere solo uno dispendio di denaro. La dipendenza fisica si può alleviare con una terapia farmacologica; la dipendenza psicologica può essere contrastata seguendo terapie psicologiche ed eliminando alcune abitudini, ad esempio si possono evitare le situazioni associate al fumo (occasioni di incontro con amici o colleghi fumatori) e gli accessori che possono ricondurre al fumo (posacenere, accendino etc.). Tuttavia, la scelta di qualunque trattamento va fatta con l’aiuto del medico, tenendo presente il grado di dipendenza dalla nicotina e altre caratteristiche personali (età, eventuali malattie, preferenze individuali).
In commercio vi sono farmaci di automedicazione (OTC), venduti in farmacia, ma senza bisogno di ricetta. Non sono privi di effetti collaterali quali nausea, vertigini, disturbi gastrointestinali e alterazioni della pressione arteriosa. Esistono anche rimedi naturali come l’agopuntura, che prevede l'inserimento di sottilissimi aghi in precisi punti del corpo, e la mesoterapia che prevede l’iniezione di sostanze antifumo in punti predefiniti del corpo, liberandolo gradualmente dalla dipendenza. Tra i vari suggerimenti proposti,vi è anche l'ipnosi ma è forse quella che può suscitare le maggiori perplessità. Questi rimedi, però, si rivelano spesso efficaci parzialmente o per un ridotto periodo di tempo, per cui chi vi ricorre il più delle volte ricade nel vizio del fumo.
Ad avere maggior possibilità di successo, è invece un prodotto (lo Champix della casa farmaceutica Pfizer) contenente il principio attivo Varenecline che agisce alleviando gli effetti collaterali e riducendo la sensazione di piacere derivante dal fumare. Le statistiche attestano che il 44% delle persone che hanno usato questo farmaco hanno definitivamente smesso di fumare.
Stando dunque alle molteplici terapie di supporto e alle statistiche che ne accertano il grado di validità, lo smettere di fumare diviene un traguardo sempre più facile da raggiungere, e se se ne considerano gli ampi benefici, allora vale davvero la pena di meditare sulla decisione da prendere per se stessi e non solo. |