Aggiunto il 24/08/09
L’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, avverte che con l’avvicinarsi dell’autunno e dell’inverno, il focolaio del virus H1N1 potrebbe peggiorare.
Con l’approssimarsi della stagione più fredda, ideale per la prosperazione del virus H1N1, arriverà la seconda ondata della pandemia di influenza suina. “Non possiamo dire con certezza se il peggio è passato o se deve ancora arrivare”, ha avvertito venerdì il direttore generale dell’OMS Margaret Chan. Secondo l’OMS, circa 1799 persone sono morte a causa del virus H1N1 e che questo si è diffuso in 177 Paesi da quando è stato scoperto in Messico.
Per essere preparati ad affrontare al meglio questa seconda ondata di influenza, forse peggiore della prima, l’Oms ha rilasciato le linee guida relative all’uso di antivirali per la gestione dei pazienti infettati dal virus pandemico H1N1.
Le linee guida rappresentano il consenso raggiunto da una giuria internazionale di esperti che ha esaminato tutti gli studi disponibili sulla sicurezza e l’efficacia di questi farmaci. L’accento è stato posto per l’uso di oseltamivir e zanamivir per prevenire le malattie gravi e i decessi, ridurre la necessità di ricovero in ospedale e/o la loro durata. Il virus della pandemia è attualmente soggetto a due di questi farmaci (noti come inibitori della neuraminidasi), ma resistenti a una seconda classe di farmaci antivirali (inibitori della M2.
In tutto il mondo, la maggior parte dei pazienti infettati con il virus pandemico continua ad avere sintomi influenzali tipici e recupera nell’arco di una settimana, anche senza alcuna forma di trattamento medico. Soggetti sani che non presentano complicanze non hanno bisogno di essere trattati con farmaci antivirali.
Le decisioni relative al trattamento iniziale del paziente con sindrome simil-influenzale devono essere basate su una valutazione clinica individuale e sulle conoscenze circa la presenza del virus nella comunità. Nelle zone dove il virus è più diffuso, i medici devono essere in grado di valutare se i sintomi sono dovuti al virus pandemico e le decisioni terapeutiche non devono attendere la conferma dei risultati di laboratorio ma essere tempestive.
Trattare i casi gravi immediatamente
Dagli studi effettuati si evince che oseltamivir, se correttamente prescritto, può ridurre in modo significativo il rischio di polmonite (una delle principali cause di morte per l’influenza suina) e la necessità di ricovero.
Per i pazienti che presentano complicanze, l'OMS raccomanda il trattamento con oseltamivir nel più breve tempo possibile. Gli studi dimostrano che il trattamento precoce, preferibilmente entro 48 ore dopo l'insorgenza dei sintomi, è fortemente associato con un migliore risultato clinico. Se Oseltamivir non è disponibile, o non può essere utilizzato per qualsiasi motivo, si può somministrare in sostituzione zanamivir.
Questa raccomandazione è valida per tutti i pazienti, comprese le donne incinte e tutti i gruppi di età, compresi i bambini e i neonati.
Per i pazienti con condizioni mediche di base che mostrano il rischio di una patologia più grave, l'OMS raccomanda il trattamento con oseltamivir o zanamivir. Questi pazienti devono inoltre ricevere un trattamento il più presto possibile dopo la comparsa dei sintomi, senza attendere i risultati degli esami di laboratorio.
Per le donne incinte, che rappresentano la categoria a più alto rischio, l’OMS raccomanda un trattamento antivirale non appena possibile dopo l’insorgenza dei sintomi.
Allo stesso tempo, è necessario considerare che il 40% dei casi gravi è rappresentato adesso da bambini e adulti con età inferiore ai 50 anni. Alcuni di questi pazienti sono soggetti a un improvviso e rapido deterioramento delle loro condizioni cliniche, di solito dopo 5-6 giorni dall’insorgenza dei sintomi. Il peggioramento è caratterizzato per lo più da polmonite virale primaria, che distrugge il tessuto polmonare e non risponde agli antibiotici, e dal cedimento di più organi, compresi il cuore, il fegato e i reni. Questi pazienti necessitano di una terapia intensiva in aggiunta a quelle antivirali.
E’ importante essere sempre attenti a tutti i segnali che indicano la progressione di una forma più grave della malattia in modo da adottare misure urgenti, che dovrebbero includere il trattamento con oseltamivir. Nei casi più gravi, i medici possono anche decidere la prescrizione di dosi più elevate di oseltamivir e di un trattamento più lungo rispetto a quello normalmente prescritto.
L’uso di antivirali per i bambini
In seguito all’analisi dei dati emersi da due studi clinici relativi all’opportunità di somministrare farmaci antivirali ai bambini, l’OMS raccomanda il trattamento antivirale per i bambini con malattie gravi o che mostrano un peggioramento della loro condizione clinica e per quelli a rischio di complicazioni. Questa raccomandazione comprende tutti i bambini di età inferiore ai cinque anni. In questa fascia di età, i bambini sono a più alto rischio di malattie più gravi. Nei bambini sani e in quelli di età superiore ai cinque anni non devono essere somministrati antivirali, salvo che la malattia non persista o peggiori ulteriormente.
Segnali di pericolo in tutti i pazienti
I segnali che indicano il progredire dell’influenza verso malattie più gravi devono essere riconosciuti in modo tempestivo perché tale degenerazione può essere molto rapida. I principali segnali di pericolo sono:
- mancanza di respiro, sia durante l’attività fisica che a riposo
- difficoltà nella respirazione
- espettorato sanguinoso o colorato
- dolore toracico
- alterazione dello stato mentale
- febbre alta che persiste oltre i 3 giorni
- bassa pressione sanguigna
Nei bambini, i segnali di pericolo sono:
- respiro affannoso o difficoltà respiratoria
- mancanza di attenzione
- difficoltà a svegliarsi
- poca o nessuna voglia di giocare
Qualora uno di questi segnali si manifesti, è necessario richiedere immediatamente l’intervento di un medico. |